Fondazione Goria

Celebrazione 70 anni Camera di Commercio di Asti









16 Settembre 2005
Teatro Alfieri - Asti




Coordinato dalla giornalista di “La Nuova Provincia” Roberta Favrin, autrice anche di una pubblicazione sull’argomento, dopo un saluto del presidente Sacco e del sindaco Vittorio Voglino il convegno si è aperto, alla presenza delle autorità cittadine e dei presidenti delle Camere di Commercio delle varie province piemontesi, con un intervento dello storico Mario Renosio, direttore dell’Istituto Storico della Resistenza, che ha tracciato un sintetico quadro dell’economia astigiana dal dopoguerra ad oggi: “Dire che la situazione attuale sia difficile significa usare un eufemismo” ha detto Renosio, ricordando l’involuzione dell’industria locale rispetto, ad esempio, al dopoguerra, quando la Way-Assauto contava quasi 2.000 dipendenti.

Renosio ha ricordato altre fabbriche non più esistenti, come le Ferriere Ercole e la Morando, ma ha anche accennato agli oltre centomila giovani che nei primi anni del dopoguerra lasciarono l’astigiano alla volta del capoluogo regionale, in parte compensati dai massicci arrivi dal Veneto (dopo l’alluvione del Polesine) e dal sud. I settant’anni di vita della Camera di Commercio di Asti, sorta, con il nome di Consiglio per l’economia corporativa nel 1935, quando Asti divenne provincia (la denominazione attuale risale al 1945), sono stati festeggiati al Teatro Alfieri nell’ambito della Douja d’Or con il convegno “70 anni di persone e di imprese”, un titolo, come ha ricordato il presidente della Camera di Commercio, Mario Sacco, che pone in giusta evidenza le componenti che hanno decretato il successo della Camera, le imprese ma, non meno importanti, le persone che hanno reso possibili i risultati fin qui conseguiti.

Il pomeriggio si è concluso con la premiazione degli amministratori e dei dipendenti della Camera di Commercio di Asti. Il primo a salire sul palco è stato Gorgio Pronzato, figlio dell’industriale Aldo Pronzato (Ucic), che guidò l’ente dal 1945 per dieci anni promuovendo nel 1952 la prima grande fiera del vino. Dopo di lui la figlia del “presidentissimo” Giovanni Borello, Francarla, e tutti i presidenti che si sono alternati dal 1984 ad oggi. A rappresentare i 182 dipendenti che hanno lavorato per la Camera dal 1935 sono state chiamate alcune figure storiche: dal ragioniere capo Mario Oddone a Dovilia Avidano (per 41 anni in segreteria generale) con il marito Firmino Avidano, assunto dalla Camera a soli 14 anni.“L’apertura del mercato alla Cina è stata decisa 10 anni fa da Europa e America, che si aspettavano benefici superiori ai costi.

Eticamente e soprattutto politicamente non poteva accettarsi l’alternativa di tenere fuori dai cancelli del benessere 1,3 miliardi di cinesi. L’errore è stato sottostimare la velocità e la continuità dello sviluppo cinese. Ora l’imposizione di dazi non è una soluzione . La ricerca, l’innovazione e il miglioramento del capitale umano sono strumenti per il nostro medio e lungo termine; l’alleggerimento fiscale da parte del governo e la vigorosa ripresa dello spirito imprenditoriale sono le leve su cui puntare nel breve”.trattati, l’alleanza Torino-Milano- Genova per il rilancio del NordOvest, con Asti pronta a giocare un ruolo strategico nel sud Piemonte, e il “pericolo” cinese.
Infine si è svolta una tavola rotonda, con la partecipazione del presidente Unioncamere Piemonte Renato Viale, del consigliere delegato di Retecamere Alberto Valentini, del presidente della Camera di Commercio di Genova Paolo Cesare Odone e dell’economista (e presidente della Fondazione Giovanni Goria) Mario Sarcinelli.

Tra i temi Mario Sacco, da poco presidente camerale, non ha nascosto le difficoltà del momento: “C’è allarme anche nel settore del commercio, il che significa un calo dei consumi”, e parlando di un necessario patto tra gli enti pubblici ha elencato certe priorità per la nostra economia: “Servono nuove infrastrutture, aree industriali, energie rinnovabili; e poi favorire la ricerca, la formazione professionale, l’insediamento di nuove imprese e l’accesso al credito”.Maria Erminia Zotta, dal 1997 segretario generale della Camera di Commercio, ha illustrato i compiti delle Camere, ed ha accennato ad alcuni progetti in corso di realizzazione, tra cui l’impegnativo intervento dell’Enofila.“Il boom economico ha appena sfiorato l’astigiano” ha detto lo storico, che ha ricordato come la nostra provincia sia stata sempre una delle prime in fatto di risparmio, un risparmio però che non è stato adeguatamente investito sul territorio.

Infine un cenno all’agricoltura: “Poteva essere una grande fonte di ricchezza, invece è stata un’occasione persa”.

Intervento Sarcinelli

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