Fondazione Goria

MUTAMENTI
ambiente, paesaggi, architetture attraverso immagini di tre secoli

 

 

 

 

 

Venerdì 22 febbraio 2019
Ex chiesa del Gesù Palazzo del Michelerio, Asti



Inaugurata presso l’Ex Chiesa del Gesù, nel restaurato Palazzo del Michelerio, la mostra fotografica ‘Mutamenti – ambiente, paesaggi, architetture attraverso immagini di tre secoli’. Un evento espositivo ideato dalla Fondazione Giovanni Goria, nato nell’ambito del progetto ‘Un secolo di modificazione del paesaggio e del territorio vitivinicolo del Monferrato Astigiano’, realizzato grazie al sostegno della Compagnia di San Paolo.

Si tratta di uno studio iconografico che mette in evidenza le differenze, un secolo di mutamenti del paesaggio vitivinicolo del Monferrato Astigiano. La mostra si compone di due sezioni diverse. La prima s’intitola ‘Secondo sguardo – Asti, Monferrato e Langhe da Secondo Pia ad oggi’. Il fotografo Franco Rabino, ha studiato i lavori dell’astigiano Secondo Pia, professione avvocato ma fotografo per passione. Pia è conosciuto ai più per aver impresso per primo l’immagine della Sindone durante l’ostensione del 1898, ma non fu solo il fotografo della Sindone. Rabino infatti ha individuato una serie di immagini, concesse dal Museo Nazionale del Cinema di Torino, che riguardano il territorio e le architetture dei paesi della nostra provincia e si è recato negli stessi luoghi, cercando dove possibile, la stessa angolazione, la stessa inquadratura e la stessa luce per ripetere oggi quegli scatti, un secondo sguardo appunto.
L’analisi dei risultati ottenuti da queste immagini è stata affidata al naturalista Franco Correggia che ha evidenziato e spiegato i mutamenti del paesaggio avvenuti nell’arco di oltre un secolo. La seconda sezione, ‘Frammenti di utopia – Cantine Sociali nell’Astigiano, segni di stagioni controverse’ è stata realizzata dal fotografo Pierluigi Fresia che ha iniziato la sua scoperta del territorio partendo dall’elenco delle Cantine Sociali presenti nello studio di Gianni Goria del 1969. L’On. Goria ai tempi, giovane neolaureato di economia, era uno dei componenti dell’Ufficio Studi della Camera di Commercio di Asti al quale l’allora Presidente Giovanni Borello affidò l’analisi dei dati delle cantine sociali della Provincia di Asti. La ricerca, ‘Aspetti e dimensioni del fenomeno delle Cantine Sociali Astigiane’ venne pubblicata nel gennaio del 1969, esattamente cinquanta anni fa.

Questa campagna fotografica ha permesso di realizzare un documento sullo stato attuale degli edifici realizzati negli anni Cinquanta e Sessanta del Novecento per ospitare le oltre quaranta Cantine Sociali dell'Astigiano Un focus sulla situazione di oggi, quando, come dice l’autore degli scatti ‘mi è sembrato di vederle per la prima volta, come se si fossero finalmente mostrate ai miei occhi, con le loro forme a volte sgraziate, imponenti costruzioni dalle architetture ardite che stridevano con la dolcezza delle colline’.
Alcune oggi versano in stato di totale abbandono, altre sopravvivono, altre ancora sono casi di successo. Un fenomeno che ha accompagnato la storia e l’evoluzione delle nostre campagne, la cui analisi, riportata nel catalogo della mostra, è stata affidata allo storico Mario Renosio, al ricercatore Luigi Varbella e al giornalista, ai tempi parte dello staff dell’Ufficio Studi della Camera di Commercio di Asti, Vittorio Ravizza.

§Questa campagna ha offerto l'occasione per riproporre in ristampa anastatica, accanto ai due cataloghi di Franco Rabino e di Pielruigi Fresia, anche la ricerca di Gianni Goria, ancora oggi l'unico studio socio-economico dedicato all'argomento. Un documento ormai introvabile che sarà così messo a disposizione di studenti e ricercatori oltre che delle biblioteche locali.

 

 

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